La pubblicazione dell’articolo di Wu Ming 1 è stata molto stimolante, ha riempito un vuoto filologico che noi lettori avvertivamo da un po’, almeno inconsciamente. Ma, siccome pensieri del genere sono destinati a diventare bussole del futuro, vorrei aggiungere qualche mia preoccupazione, così, a caldo:
1. Si dà molta enfasi sul “massimalismo” dell’intento letterario (non si parlerebbe d’epica altrimenti) e non sulla “carnalità” del racconto, quel adesione ad un sistema di simboli che permette all’immaginario individuale di stabilire rapporti con la narrazione e di ricreare scenari vivi, animali. Senza riferimenti al particolare i discorsi sui massimi sistemi tendono ad essere generici, esangui, distaccati.
[Rettifica: ho appena riletto l'articolo e ho scoperto che della solidità della narrazione si parla eccome, come prima caratteristica di questa nuova letteratura, anche se riferita principalmente in contrasto alla freddezza post-modernista. Mi sono soffermato più sui discorsi sulla struttura che non su quelli riguardanti la scrittura. Mea culpa.]
2. Teorizzando una corrente letteraria principale, non si corre il rischio di emarginare chi non le aderisce?

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Maggio 6, 2008 a 1:28 pm
Andrea Grilli
“Teorizzando una corrente letteraria principale, non si corre il rischio di emarginare chi non le aderisce?”
Secondo me no. Non c’è scritto che esiste solo quello, non c’è nemmeno scritto che è una corrente “principale”. In Italia si scrive anche altro e un discorso che parlasse di tutto senza isolare i fenomeni precisi non avrebbe alcuna validità. Sempre secondo me, eh…
Maggio 6, 2008 a 2:52 pm
silenziorete
La mia è allo stesso tempo una previsione sulla risonanza che avrà questo articolo (previsione basata sulle discussioni in giro questi giorni) ed un’espressione di paure - quasi - istintive. Non che indovini più di tanto.
Maggio 9, 2008 a 3:08 pm
williamdollace
secondo me si corre quel rischio.
che poi le casse sparano i loro watt e chi suona una musica diversa viene coperto e poi non se lo fila nessuno. relativamente naturalmente.
Maggio 10, 2008 a 7:56 pm
Andrea Grilli
Davvero, non vedo perché. Gli stessi Wuminghi sul loro sito recensiscono anche cose che non c’entrano nulla con il neew italian epic.
Maggio 11, 2008 a 7:29 pm
silenziorete
Wu Ming 1 ha descritto un fenomeno che si stava delineando, e l’ha fatto con precisione e con cognizione di causa. Qui non si parla delle sue intenzioni (anche se la chiusura del saggio ha il sapore della chiamata alle armi) ma della natura umana, della tendenza di aggregarsi attorno alle idee forti e forse anche del mercato, che potrebbe trovare un prodotto riconoscibile da promuovere. Ripeto, è solo una speculazione.